ORIGAMI
L'origami è un'arte antica che ha origine in Giappone. Consiste nella piegatura della carta, senza tagliarla o incollarla, per realizzare figure di animali, fiori, decorazioni, elementi geometrici e oggetti tridimensionali.
Origami è un termine giapponese composto e significa letteralmente "piegare la carta", infatti la parola "ori" significa piegare e "kami" vuol dire appunto carta.
UN HOBBY ORIGINALE
In Giappone è un hobby molto comune, che imparano fin da bambini e lo praticano tutti, anche i manager, per allentare la tensione della giornata lavorativa, e viene svolto ovunque, magari mentre sono in attesa nella sala di aspetto dell'aeroporto.
Con movimenti sorprendenti si attivano i più straordinari bloccaggi e in un attimo il quadratino di carta prende forma e si trasforma in un oggetto tridimensionale. Non vi è alcuna linea, né lembo di carta che non siano perfettamente inserti nella geometria del modello. Alcuni di loro sono origamisti famosi e conosciuti anche oltre i confini nazionali.
LA CRETIVITA' NASCE DA UN FOGLIO DI CARTA
E' un bellissimo gioco, un'arte che trova applicazioni in campo pubblicitario, nella moda e nella scenografia. Infatti artisti, designer, architetti e ingegneri sono tra i maggiori estimatori di origami.
In alcune scuole, anche in Italia, non è considerato solo un passatempo, ma anzi è divenuto parte integrante della programmazione didattica.
Gli aspetti ritenuti più importanti sono dati dal fatto che si possono costruire figure geometriche, è ritenuto utile per educare all'espressione, al senso estetico e per favorire la manualità. I modelli di origami affascinano per la bellezza, l'essenzialità e la purezza. E' un mondo magico.
OCCORRENTE E REGOLE BASILARI DELL'ORIGAMI
L'attrezzatura necessaria è molto semplice, poiché i vari modelli sono ottenuti piegando un semplice foglio di carta, senza l'uso di colla o forbici. E' necessario però un piano di lavoro perfettamente liscio e rigido.
La scelta della carta è molto importante. Infatti deve essere resistente, ma sottile, e naturalmente deve tenere bene la piega.
In alcune cartolerie si possono trovare confezioni speciali di carta per origami, che sono sempre in tinta unita, ma di due gradazioni di colore o anche colori diversi per facciata.
Se si intende realizzare dei piccoli vassoietti o scatoline per caramelle, per cioccolatini o altro, al fine di ottenere un contenitore funzionale ed esteticamente valido si può utilizzare il cartoncino, con risultati sorprendenti.
Ma si può utilizzare carta da macchina per scrivere, carta velina, carta da pacchi, eccetera…
Il foglio deve essere piegato con precisione. Per ottenere tracce nette si può ripassare le pieghe con il dorso dell'unghia.
La maggior parte dei modelli sono ottenuti da un foglio di forma quadrata. Altri invece sono ricavati utilizzando forme geometriche regolari, quali triangoli, rettangoli e pentagoni.
APPLICAZIONI PRATICHE DELL'ORIGAMI
Si possono realizzare cartelline, con numerose tasche per riporre fogli, depliant, notes, scatoline composte da due elementi, e cioè con coperchio, che si possono utilizzare come bomboniere, oppure magari tante, di diverse misure, da infilare una dentro l'altra.
Si possono fare stelle e altre figure da utilizzare per le decorazioni dell'albero di natale, alberelli, da appoggiare sulle mensole, oppure mettere accanto ai regali, ma anche un intero presepe.
Biglietti con bustine coordinate da spedire o per accompagnare i regali, inviti per le feste o partecipazioni, vassoietti per tenere le caramelle, barchette, aereoplanini, colombe e farfalline da appendere al soffitto, gru beneauguranti da regalare agli gli amici cari a letto con l'influenza…
E tutto questo piegando un semplice foglio di carta!
LA STORIA
I primi modelli risalgono al medioevo giapponese. Durante alcuni periodi della storia giapponese e in particolare il periodo "Kamakura", dal 1185 al 1332 e al periodo "Muromachi", dal 1333 al 1573, alcune sette buddiste, quali lo Zen, si affermarono e introdussero alcune regole di etichetta, che si ritrovano per esempio nella cerimonia del tè, chiamata "chano-yu" e nell'arte di disporre i fiori, chiamata "ikebana" e nota adesso anche in Occidente e anche l'origami.
L'ORIGAMI DIVENTA CHIC
Fu così che l'orgami dai templi di meditazione giunse fino alla corte, e nobili, favorite e sudditi iniziarono a presentare al sovrano le loro lettere preparate in buona piegatura.
I biglietti venivano piegati a forma di farfalla, di gru, di fiore oppure secondo astratte e stilizzate figure geometriche e venivano inviati agli amici per bene augurare, alla persona amata, per poter esprimere più attenzione, amore e dedizione di quanto si possa dire con le parole.
Saper fare l'origami divenne alla moda e assunse il significato che una persona potente doveva essere anche bene educata e avere familiarità con questa forma di arte. La popolarità divenne tale che diverse famiglie nobiliari assunsero un origami come stemma e sigillo.
L'ORIGAMI APPRODA NEL VECCHIO CONTINENTE
L'origami giunse in Europa alla fine del 1700, anche se non sarebbe giusto affermare che in Occidente non si praticava l'arte della piegatura, infatti gli spagnoli vantavano già un'arte di piegatura autonoma chiamata "pajarita".
IL SUCCESSO DELL'ORIGAMI IN EUROPA
L'origami ebbe un rapido sviluppo dopo la seconda guerra mondiale, per opera di alcuni artisti giapponesi, in modo particolare il maestro Akira Yoshizawa, che hanno avuto il merito di sviluppare un tipo di origami "creativo", teso alla realizzazione di modelli nuovi, cercando di svincolarsi dalla rigida tradizione giapponese.
A partire dai modelli antichi, circa una trentina, si scoprì come raffigurare, con la semplice piegatura della carta, praticamente qualsiasi cosa.
In seguito si è affermato l'origami modulare, si tratta di costruire, seguendo le classiche regole dell'origami, un certo numero di moduli, uguali tra di loro, ma anche diversi, e poi di incastrarli tra di loro, in modo da formare delle costruzioni geometriche regolari, che si sviluppano sia nel piano che nelle tre dimensioni.
I SIMBOLI ORIENTALI - LA GRU
Le gru sono molto utilizzate come figure dai Giapponesi, perché sono considerate beneauguranti. Una leggenda narra che la gru vive per mille anni e per questa ragione è considerata di buon augurio, inoltre è anche simbolo di pace.
Se un amico si ammala l'usanza vuole che si costruiscano mille gru, o comunque tante, ottenute piegando la carta, per augurare mille volte di vivere mille anni in buona salute.
Anche in Cina le gru godono di grande considerazione. Si chiama "ho" e cioè gru, ed è l'immagine della longevità. È anche il simbolo della saggezza, probabilmente per il contegno che assume l'uccello quando è fermo, che sembra molto "contemplativo".
Alla gru sono anche attribuite la bellezza, infatti è ritenuta il più bello tra gli uccelli, la bella voce, è l'unico a modulare i suoni, e anche eleganza, poiché durante l'epoca degli amori la sua danza è ritenuta particolarmente affascinante.
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