PRIVACY
Questo tema sta entrando sempre di più nella coscienza di tutti, in particolare per l'incessante evoluzione delle reti telematiche e di internet, che permettono la diffusione immediata dei dati personali.
Il concetto della privacy inteso in senso giuridico risale alla fine del XIX secolo. Sono stati due giuristi statunitensi, Warren e Brandeis, a tracciare nel 1890 la prima definizione ufficiale di privacy. La definirono come "the right to be alone", ossia "diritto ad essere lasciati soli" o per meglio dire avere il diritto di essere lasciati in pace, a non subire interferenze nella propria vita privata.
Oggi questa parola, privacy, comunemente usata anche nella lingua italiana, ha assunto vari significati, quali segretezza, vita privata, riserbo, eccetera.
La tutela della riservatezza, che comprende i vari significati di privacy può riguardare ogni momento della vita quotidiana, per esempio la riservatezza della corrispondenza, i luoghi in cui si vive, dove si lavora oppure al diritto di essere garantiti contro l'invadenza dei mass-media.
PRIMI ESEMPI DI PRIVACY IN ITALIA
Nell'ordinamento giuridico italiano la prima testimonianza dell'attenzione posta nei confronti dei dati "sensibili", ossia quelli che normalmente ogni persona rifiuta che diventi di pubblico dominio, come i dati relativi alla propria salute, abitudini, opinioni politiche, convinzioni religiose eccetera, è rintracciabile nell'articolo 8 della legge 300 del 1970, comunemente nota come "Statuto dei lavoratori".
Il citato articolo vieta al datore di lavoro, sia ai fini dell'assunzione che durante il corso del rapporto lavorativo, di indagare personalmente o attraverso altre persone, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, oppure su altri fatti irrilevanti ai fini della valutazione professionale del lavoratore stesso.
LA LEGGE 675/96
E' la legge "madre" sulla privacy. La legge 31 dicembre 1996 n. 675 in tema di "Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali" ha riempito un vuoto normativo da anni creatosi nell'ordinamento giuridico italiano.
Ha così introdotto in Italia il principio che il diritto alla riservatezza delle persone fisiche e giuridiche è un diritto assoluto e inviolabile. Lo scopo principale di questa nuova legge è quello di controllare e regolamentare il flusso delle informazioni che riguardano i singoli cittadini, attraverso un'autorità indipendente che prende il nome di "Garante per la protezione dei dati personali".
IL D. LGS 196/2003
Si tratta del Codice della privacy. Il 27 giugno 2003 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il "Testo Unico delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali", ormai noto come "Codice" della privacy.
L'articolo 1 del Codice della privacy afferma che "chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano".
Per la prima volta nella normativa italiana sulla privacy viene esplicitamente enunciato un principio forte, che colloca il diritto alla protezione dei dati personali tra i diritti fondamentali della persona.
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